Hanno tutti un bel riparo dalle intemperie, il pancino pieno, vi e’ una diminuzione radicale del tappeto di zecche e pulci grazie agli antiparassitari che sono stati tra le prime spese massive, hanno un po’ piu’ di coccole perche’ altre a Ninfa piu’ l’altrettanto straordinaria Mary, altri 2 volontari vengono da Agrigento circa una volta a settimana , quindi rimane piu’ tempo anche per questo importante nutrimento dell’anima (Ninfa li coccola cantando la canzone “sei bellissimo/a”… che disarmante dolcezza!)

 

Il Comune ha stanziato ad Aprile i primi (e per il momento unici purtroppo) 2.000 euro per i suoi cani di fatto quindi riconoscendoli tali (anche perche’ la Procura glieli ha affidati in custodia giudiziaria ex L.R. 15/2000 nel novembre 2008), ha richiesto alla Regione il finanziamento per il canile, pare stia ultimando la ricerca di un terreno idoneo dove farlo sorgere (speriamo non nei soliti tempi biblici), ha accolto la richiesta di riunioni con i volontari per stabilire responsabilita’ e step da percorrere, ha acquistato le prime confezioni di Doxiciclina, ha promulgato una ordinanza urgente per castrare i maschi (in quanto non necessitanti di degenza).

 

Le prime 3 sterilizzazioni sono state eseguite dalle encomiabili mani dei veterinari pubblici operanti a Licata che hanno dimostrato che quando c’e’ coscienza la sonnolenta comoda burocrazia del rimandare trovando scuse, viene vinta dall’operatività che è vitale soprattutto nelle emergenze di questo genere.

In quei giorni, infatti, nonostante un cedimento alla vicina struttura di Santa Elisabetta, la fusione della frizione di un mezzo, la carenza imprevista di volontari a causa di una riunione improvvisa indetta in Prefettura, problemi logistici derivanti dalla lunga strada tra Aragona e Licata, sono state eseguite solo 3 castrazioni ma ora che tale operazione e’ sancita nero su bianco, appena si otterra’ un mezzo dal Comune, le castrazioni proseguiranno a pieno ritmo.

 

Nel frattempo si continuera’ a fare pressione nei confronti della Asl, affinche’ faccia le sterilizzazioni farmacologiche (in quanto unico metodo veloce e non bisognevole di degenza) delle femmine per evitare le continue gravidanze, nonché per ottenere le terapie contro le zoonosi come la Legge imporrebbe loro.

 

A breve il Tribunale si pronuncera’ sull’archiviazione o meno del reato di maltrattamento nei confronti della povera signora Ninfa, difesa da uno straordinario quanto agguerrito e capace legale.

I cani, pero’, sono ancora vincolati ad una lunga trafila burocratica per l’adozione tanto che alcuni cani sono stati strappati da quella realta’ solo grazie al fatto che gli adottanti hanno trascorso giorni nel Tribunale per ottenerne la custodia, in qualche caso sobbarcandosi viaggi di centinaia e di chilometri! Cio’ appare assurdo tanto piu’ che se da un lato i Cani di Aragona appaiono esseri viventi inermi intrappolati nell’immobilismo e nelle omissioni, reputati parrebbe, un peso di cui si farebbe anche e volentieri a meno, dall’altro per adottarli si devono fare le fatiche di Ercole!!

 

Il grave problema di fondo e’ che le istituzioni non sembrano capire la parola SUBITO soprattutto quando si tratta di emergenze di esseri viventi, infatti non e’ piu’ tollerabile un ritardo di ben 6 mesi dal momento dell’affidamento dei cani al Comune per decisione del Tribunale (novembre), allo stanziamento dei 2.000 euro per il sostentamento (aprile), nonche’ il temporeggiare della Asl su come contrastare gravidanze e zoonosi senza di fatto muovere un dito!

(10 scatole di farmaci a parte, peraltro pare comprate dal Comune anziche’ dalla Asl in quasi un anno e’ veramente un intervento assai scarso).

 

Abbiamo ribadito a piu’ riprese in Comune che, dato che ad Aragona non c’e’ neanche un veterinario, serve immediatamente un mezzo idoneo per gli spostamenti, un po’ di fondi o una convenzione con una clinica veterinaria per permettere di portare i cani malati e/o feriti a curare. Occorre inoltre il miglioramento dei box di fortuna tramite materiali e operai comunali per sistemare un po’ l’ambiente di Contrada Tuberio messo a disposizione da nonna Ninfa, visto che i canetti ufficialmente riconosciuti proprieta’ del Comune, dovranno stare li’ fino al trasferimento in altro luogo idoneo (canile) evitando che le uniche persone che curano i pelosini, prima o poi, si feriscano tra le porte rotte e le reti arrugginite.

 

Mentre gli enti si riuniscono, parlano e rimandano, rimandano e parlano, i cani mangeranno per un altro mese solo grazie al ricavato di una serata di beneficenza svoltasi il 23 giugno a Bologna, dove sono accorse decine di persone eccezionali.

 

Quindi serve ancora aiuto e soprattutto continuare a premere e scrivere a tutti per far capire che finche’ i Cani di Aragona non avranno il giusto e il dovuto, noi insisteremo!

Forse ad Aragona si smuove qualcosa,

non abbastanza per loro, ma dal nulla abbiamo fatto tanti piccoli miracoli…

 

forse il nostro sudore e le nostre lacrime stanno dando qualche risultato.

 

Infatti dall’ultimo Report di volontari torinesi che sono stati ad Aragona dal 27 aprile al 9 maggio, emerge che:

 

qualcuna di queste inermi creature non ce l’ha fatta ma tutti gli altri, grazie a voi, non sono piu’ dei scheletrici e alopecici “niente”, ora esistono oltre che per Ninfa e per noi, anche per i media, per la Procura, per il Comune, per l’Asl, per la gente e ciò che esiste non si può più ignorare impunemente, anche se la strada da fare e’ ancora molta e non bisogna togliere il fiato dal collo da chi e’ stato inadempiente per 20 anni!

 

Il luogo dove si trovano i cani purtroppo e’ ancora lo stesso, ancora molto precario strutturalmente, ma le condizioni dei canetti sono migliorate, soprattutto GRAZIE A VOI!