La drammatica e triste storia dei cani di Aragona e di Ninfa Gueli ha suscitato oltre ad una mobilitazione commovente, che ha permesso di gestire le emergenze, anche tanti sentimenti ed emozioni.
Ognuno li esprime in maniera diversa: qualcuno li trattiene dentro di se', qualcuno preferisce scriverli.
Qui raccoglieremo i pensieri che vorrete inviare.
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Ottobre 2008 - Tiziana Genovese - Catania
Buon pomeriggio, amici animalisti.
La storia di Ninfa ha generato non pochi turbamenti emozionali.
A me personalmente ha ispirato questo breve racconto che vi sarei grata se faceste girare perche', a mio modesto avviso, un po' di poesia rinfranca sempre il cuore...
Sarei estremamente orgogliosa di sapere che qualcuno l'ha fatto leggere anche a Ninfa... chissa' se immagina anche solo lontanamente quanto le siamo riconoscenti.
Vi ringrazio per l'attenzione che mi dedicate sempre.
Il racconto
NOMEN OMEN EST: NEL NOME IL DESTINO
"Mi chiamo Emo e sono un pipistrello reporter...eh, gia'... avete inteso bene. Svolazzo in lungo ed in largo per il mondo alla ricerca di scoop sensazionali.
Ebbene, la storia che sto per raccontarvi e' la cronaca di una scoperta a dir poco incredibile.
Qualche giorno fa decisi di intraprendere un viaggio alla scoperta di luoghi, miti, fatti e misfatti della Sicilia, isola pigramente adagiata nel cuore del Mediterraneo e mollemente avvezza alle sue antiche contraddizioni.
Giunsi, dunque, in una assolata cittadina che scoprii chiamarsi Aragona dal nome della sua aristocratica fondatrice.
Trovai riparo dal sole cocente all'interno di una crepa su un bel muro esterno di un edificio fatiscente ed abbandonato, appena fuori dal centro abitato.Una recinzione malandata delimitava lo spazio intorno all'edificio e cumuli di oggetti in frantumi costituivano il triste paesaggio.
Bene, pensai, qui riposero' tranquillo. Ma mi sbagliavo: quella quiete sarebbe durata ben poco.
All'imbrunire, infatti, il silenzio fu squarciato da un improvviso e concitato strepitio di abbai e guaiti.
Svegliatomi di soprassalto, incuriosito e, diciamocelo pure, anche un po' infastidito, tirai il muso fuori dalla crepa e vidi che da tane di fortuna ricavate dai rifiuti apparentemente inanimati schizzava fuori una moltitudine di cani, quasi che rispondessero ad un misterioso richiamo che essi soltanto erano in grado di udire.
Contemporaneamente varco' il decadente cancello d'ingresso una strana vecchina.
I cani le si fecero intorno festanti ed il suo sorriso placido li acquieto'. Dispensò loro cibo e acqua, carezze e baci.
I cani consumarono il loro pasto e dopo aver urlato in coro "Grazie, Ninfa!", ripresero il loro posto tra i cumuli di rifiuti, in silenzio, come rifiuti anch'essi di una societa' ingrata.
E tutto intorno torno' come prima.
La vecchina ando' via, col piglio risoluto ed il cuore estasiato.
"Caspita!" Esclamai, ma allora le ninfe esistono sul serio, non e' soltanto leggenda!
Ed io minuscola, insignificante e un po' miope creatura, potevo vantarmi di averne incontrata una.
L'aura, l'emanazione della bonta' di questa benefattrice della natura e guaritrice dei mali, aveva sfiorato anche me.
Mi strinsi nel patagio, guardai lontano e mi sentii un tutt'uno con il creato. Adesso, ne sentivo anch'io il richiamo.
Io, Ninfa, i cani e l'infinito divenimmo una cosa sola."
Tiziana Genovese
Dedicato a Ninfa Gueli, sentitamente grata per il suo esempio e la sua infaticabile ed amorevole dedizione.
Un sentito ringraziamento agli attivisti di Catania:
Bruno R. - Diana M. - Elisabetta C. - Francesca C. - Loredana C.
per il contributo alla colletta destinata all'acquisto di cibo per i cani di Ninfa. E tanta riconoscenza a tutti quelli che volontari, amici e simpatizzanti supportano Ninfa e la sostengono a dispetto dei perbenismi e dei luoghi comuni.
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